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Un vermouth che entra,
parla, resta.
Nel 1995 incrociai una persona che avrebbe cambiato la mia traiettoria. Un amico, certo, ma soprattutto il custode di un mondo che non conoscevo: il vino. Da lui ho imparato che il carattere non si inventa, si coltiva. E tra tutto ciò che produceva, uno spiccava senza sforzo: l’Etrusco, un Sangiovese in purezza che non si limitava a farsi bere — si imponeva.
Quel vino non era solo buono: era un manifesto. Diretto, deciso, senza compromessi. E da lì è nata la mia idea: se avessi mai creato un vermouth, sarebbe stato un vermouth che non si confonde.
Quando capii che la base poteva essere un vino rosso, non ci fu alcun dubbio: il Sangiovese dell’Etrusco sarebbe stato la spina dorsale del mio vermouth. Non un ingrediente: una dichiarazione.
Il percorso? Fatto di prove, errori, intuizioni e scelte nette. Nessuna botanica messa “per vedere l’effetto che fa”: ogni aggiunta aveva un ruolo, ogni modifica un carattere da scolpire.
Il risultato è il Vermouth Bisentium: un vermouth arrogante, che non chiede approvazione, che non si addolcisce per compiacere, che non si nasconde dietro la tradizione. È un vermouth che entra, parla, resta. Un vermouth che nasce da un’amicizia, da una passione cresciuta nel tempo e da un Sangiovese che non ha mai avuto paura di essere sé stesso.
Ottenuto con la macerazione effettiva di piante officinali, spezie e scorze di agrumi in un ottimo vino rosso della zona di Panzano in Chianti.
Si presta a una miscelazione di qualità e soprattutto come “vino” da dessert: accompagna pasticceria secca, anche con cioccolato, e dolci speziati come il panforte. Ottimo bevuto da solo, come “vino” da meditazione.
Gin secco, bitter, vermouth rosso.
Con un vermouth arrogante diventa più scuro, più tannico, più deciso.
Bourbon, bitter, vermouth rosso.
La dolcezza del bourbon si scontra con la struttura del vermouth creando un drink dominante.
Rye whiskey, vermouth rosso, Angostura.
Un vermouth arrogante aggiunge profondità, spezie e una nota quasi “ferrosa”.
Gin, vermouth rosso, Fernet Branca.
Il Fernet amplifica la parte amara, il vermouth arrogante porta complessità.
Bitter, vermouth rosso, soda.
Meno aperitivo, più carattere. La soda apre gli aromi del vermouth senza addolcirli.
Bitter secco, vermouth rosso arrogante, top di acqua frizzante, scorza d’arancia bruciata.
Versione più “rustica” e più toscana dell’Americano.